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Coinvolgere i bambini

Dal fare la spesa al preparare insieme piatti  gustosi e colorati e infine sedersi a tavola tutti insieme: i bambini sono dei buongustai e amano provare nuovi piatti quando sono coinvolti nella loro preparazione. In questo modo sarà più facile e divertente avvicinarli a tutti quegli alimenti che compongono una dieta sana ed equilibrata.

Fare la spesa insieme

L'educazione alimentare inizia dal fare la spesa. Potete insegnare ai vostri bambini la provenienza e la stagionalità di frutta e verdura in modo che imparino a scegliere gli alimenti più sani. Quando fate la lista della spesa iniziate dall'inserire frutta e verdura, chiedendo al bimbo se ha voglia di un cibo in particolare (una frittata di verdure, una zuppa, un particolare frutto). Il fare la spesa insieme può diventare una missione speciale in grado di incrementare l'indipendenza e il senso di responsabilità del tuo bambino: affidategli il compito di barrare la lista degli alimenti di volta in volta posti nel carrello, di pesare la frutta e scegliere i cibi più freschi. 

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Per uscire dal supermercato con tutto quello che vi serve e in un clima sereno, è bene stabilire alcune regole con il vostro bambino.

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Saranno i genitori a scegliere il percorso da seguire, evitando gli scaffali di snack e giocattoli per non incorrere in capricci. Se i bambini sono restii a rispettare le scelte di mamma e papà, presentate il percorso tra gli scaffali come un labirinto o una caccia al tesoro, solo restando tutti uniti riusciremo a tornare a casa per gustarci un'ottima cena! Per evitare il reparto delle merendine basterà immaginare di venire squalificati dal gioco se vi si mette piede. Può inoltre essere d'aiuto stabilire la regola che il bambino può guidare il carrello fino a 3 prodotti, superati i quali il carrello sarà troppo pesante per lui e sarà il turno di mamma o papà.

Attenzione alle parole

L'esempio è la più alta forma di insegnamento. I genitori hanno un forte impatto sui bambini con quello che fanno e dicono. Non dividete i cibi in "buoni" o "cattivi", meglio parlare di cibi sani e di cibi che si possono mangiare solo ogni tanto perché un loro maggior consumo non rappresenta una scelta salutare. In questo modo i bambini imparano a gestire una dieta equilibrata e senza tabù. Attenzione dunque a cosa e come lo si dice.

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Frasi del tipo "se non lo mangi vuol dire che non mi vuoi bene" oppure "se non lo finisci mi arrabbio" trasmettono al bambino un messaggio distorto: il mangiare diventerà un modo per ottenere la vostra approvazione, con il rischio che si sviluppino atteggiamenti non salutari verso il cibo e convinzioni errate verso sé stessi.

 

Meglio dire "senti come sono croccanti queste carote!" oppure "questo è dolce come una fragola" in modo da incoraggiare i bambini a provare nuovi cibi sottolineandone le qualità sensoriali. Spiegate al vostro bambino il perché vi piace un determinato alimento ed è migliore secondo voi: "questo cibo contiene tante vitamine" oppure "questo bicchiere di latte ti farà diventare forte e alto come papà".

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E' bene evitare giudizi negativi e colpevolizzanti che hanno soltanto un effetto controproducente:

"hai sentito cosa ti ha detto la dottoressa, non devi mangiare le merendine" oppure "se mangi le patatine, diventerai grasso".

 

I genitori e tutti coloro che si occupano del bambino sono responsabili di cosa viene comprato e arriva nel suo piatto.

Il cibo
non è una ricompensa né 
un rifugio dalla noia

Offrire alcuni alimenti, ad esempio una merendina, come ricompensa dopo aver mangiato la verdura, favorisce nel bambino la convinzione che alcuni alimenti siano meglio di altri.

 

Associare i cibi alle emozioni, può fare sì che il tuo bambino mangi troppo o solo a determinate condizioni. Meglio evitare frasi come "se smetti di piangere ti do il biscotto" oppure "se mangi i pomodori, dopo puoi mangiare il dolcetto". Meglio dire "sei triste, vieni qua che ti abbraccio" oppure "la prossima volta proviamo questa verdura cotta in un altro modo".

 

I bambini vanno premiati con parole gentili e con le vostre attenzioni, non con il cibo!

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Se vi accorgete che dietro la fame del vostro bambino si nascondono in realtà noia oppure una condizione emotiva, abbandonate la cucina per spostarvi in un'altra stanza della casa e distogliete la sua attenzione dal cibo coinvolgendolo in un gioco attivo.

 

Giocate d'astuzia: tenete in frigo contenitori con frutta e verdura fresca già pronti e lavati, in modo da spezzare la fame con uno snack a base di frutta e verdura da sgranocchiare ogni volta che vostro figlio chiede un fuoripasto!

Cucinare insieme

Ogni piatto può essere preparato dall'inizio alla fine con l'aiuto del vostro piccolo chef. Imparerà così le giuste quantità e a cucinare usando metodi di cottura, condimenti e cibi salutari.

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A tavola tutti insieme

E' importante evitare di preparare un piatto "personalizzato" per il bambino nè tantomeno farlo mangiare prima dei grandi. Questo rafforzerebbe in lui l'idea che sia legittimo richiedere un menù diverso da tutti gli altri componenti della famiglia. Grandi e piccoli siedono a tavola insieme e mangiano gli stessi piatti, almeno una volta al giorno! Il momento del pasto rappresenta condivisione, incentiva il bambino ad imitare l'esempio dei genitori nel mangiare tutta una varietà cibi sani e nel provare nuovi sapori! Stare a tavola tutti insieme con la tv spenta è un'opportunità per parlare di come è andata la giornata dei vostri figli. 

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Ricordate che le buone abitudini apprese durante la scuola primaria, rappresentano un fattore protettivo per evitare le insidie che possono presentarsi durante l'adolescenza.

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Tratto da PiccoliPiù In Forma

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